Testimonianze

Giuseppe Sorcinelli
Atleta Marmi Lanza Verona Serie A1 Volley
Frantz Granvorka
Schiacciatore Marmi Lanza Verona e Nazionale Francese di Volley
Daniel Howard
Atleta Nazionale Australiana di Volley e Capitano Marmi Lanza Verona
Ezio Galon
(Estremo Nazionale Italiana di Rugby e Overmach Rugby Parma Super Ten)
Alessandro Ghini
(Allenatore Overmach Rugby Parma Super Ten)
Andrea Sgorlon
(Allenatore squadra Nazionale Italiana Under 20 ex Allenatore Overmach Rugby Parma Super Ten)
Luca Tamani
Tenore Lirico Professionista


Famiglia Cristiana Giugno 2005 (pg.1 pg.2 pg.3)
SPORT TIME del 18/10/2005 SKY (vedi il video)
L’Arena di Verona - Sport - Lunedì 11/01/06
Gazzetta dello Sport del 08/01/06 (Giorgio Rocca) (pg.1)
Gazzetta dello Sport del 19/01/06 (Roberto Merli)
L’Arena di Verona - Sport - Lunedì 27/01/06 (pg.1)
Pallavolo Supervolley Marzo 2006 (pg.1 pg.2)
Gazzetta dello Sport del 21/04/06
L’Arena di Verona - Sport - 24/04/06 (articolo 1)
L’Arena di Verona - Sport - 24/04/06 (articolo 2)



Giuseppe Sorcinelli
Atleta Marmi Lanza Verona Serie A1 Volley

Caro Roberto,
voglio ringraziarti sin d’ora per il tempo che mi hai dedicato e soprattutto per tutto ciò che mi hai insegnato in questi mesi.

Gli strumenti che mi hai “consegnato” mi permettono ora di far fronte alle difficoltà che la vita e lo sport ci presentano quotidianamente.

Non riesco a quantificare esattamente l’entità del cambiamento dopo questi mesi di lavoro, sia come uomo che come sportivo, di certo ora affronto le difficoltà ricorrendo a tutte le mie risorse e con sicurezza, motivazione e soprattutto FELICITA’.

Colgo l’occasione per salutarti, nella speranza che la nostra collaborazione continui per i prossimi famosi …. quatto anni !!!!

Con stima.

Giuseppe Sorcinelli

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Frantz Granvorka
Schiacciatore Marmi Lanza Verona e Nazionale Francese di Volley

Caro Roberto,
questo tipo di lavoro per me è una grande scoperta. In queste poche settimane e anche in poche sedute, ho ritrovato una cosa che mi sembrava persa, la battuta. Il mio cambio di ruolo mi ha obbligato a concentrarmi su tante cose quali, tecnica d’attacco, ricezione e soprattutto lavorare in modo diverso dal punto di vista fisico.

Cosi tanto che la gestione di tutte le cose nuove che avevo da fare in campo non mi permettevano di arrivare al servizio nelle stesse condizioni di quando ero centrale, magari più stanco, o anche con altri pensieri.

Effettivamente, mi sono accorto con il lavoro messo iniziato con te, che il vero motivo è soltanto psicologico. Applicando le tecniche che mi hai presentato, sto ritrovando fiducia nei miei mezzi e anche una ottima efficienza .
Adesso che il lavoro va più a fondo, noto diverse cose che facevo spontaneamente, e che si rivelano di una importanza fondamentale. Esserne consapevole mi da più sicurezza, perchè mi permette di ricreare nella mia mente il cammino completo per arrivare a degli ottimi risultati

…ma perché non essere li davanti al tuo pubblico, con il palazzetto pieno e battere la Sisley ed essere l’uomo partita?…

Cosi si era chiusa la seduta che seguiva una dura sconfitta 3 a 0 contro questa squadra favorita per lo scudetto….. ma che ha preceduto la realizzazione di questo sogno! Verona batte Sisley 3 a 0 con Frantz Granvorka miglior giocatore in campo.

Grazie di tutto.

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Daniel Howard
Atleta Nazionale Australiana di Volley e Capitano Marmi Lanza Verona Serie A1 Volley

Ciao Roberto,
ti volevo scrivere le mie sensazioni relative al lavoro di coaching svolto insieme in questo ultimo periodo.
Ho notato che, usando le tecniche apprese durante il lavoro insieme, ho trovato maggiore sicurezza per l’utilizzo delle mie capacità e riesco ad ottenere un livello costante di prestazione molto più alto di quanto non avessi mai fatto in precedenza.Sono contento del tipo di approccio al lavoro “mentale” che mi hai proposto e dell’aiuto per superare lo scetticismo iniziale che mi accompagnava limitandomi nelle prestazioni.Sono rimasto molto contento e incredibilmente sorpreso dalla velocità dei cambiamenti e dai risultati immediati sul campo, che ho ottenuto divertendomi ed in modo molto facile.

Spero proprio di poter continuare a lavorare in questo modo ma …soprattutto che tu non lavori mai con dei miei avversari !!!

Daniel Howard

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Ezio Galon
(Estremo Nazionale Italiana di Rugby e Overmach Rugby Parma Super Ten)

Ciao Roberto,
Ti scrivo queste due righe per ringraziarti del lavoro che abbiamo eseguito insieme questi due mesi e dei benefici che ne ho tratto.
Da quando sono andato a giocare in Francia per confrontarmi con l’alto livello rugbystico ho cominciato a capire che a parità di condizioni tecnico fisiche l’elemento che ti permette di essere più “performante” é la condizione mentale, non solo per poter affrontare lucidamente e obbiettivamente una partita ma soprattutto per riuscire a mettersi in quello “state“ che ti permette di utilizzare al 100% le tue qualità e le tue risorse.Mi hai molto aiutato nel riuscire a concentrarmi su delle situazioni e dei gesti ben precisi nei quali ero molto altalenante fino ad ora, permettendomi di raggiungere equilibrio e costanza, condizioni necessarie per potermi esprimere al livello che volevo.

Il tuo lavoro mi ha insegnato inoltre a canalizzare le mie risorse verso degli obiettivi che mi ero prefisso e soprattutto di poterli raggiungere molto più velocemente di quello che avrei mai potuto pensare, prova ne é il mio ritorno nella selezione nazionale.
Volevo con cio’ ringraziarti ed esprimere il mio desiderio di continuare a lavorare con te per crescere ancora e, perché no, per farti conoscere a fondo questo splendido sport che é il rugby.

Ezio

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Alessandro Ghini
(Allenatore Overmach Rugby Parma Super Ten)

Caro Roberto,
voglio innanzitutto ringraziarti per l’entusiasmo che trasmetti, peraltro contagioso, in ogni incontro che abbiamo avuto. Penso che non sia il caso, bensì il desiderio continuo di migliorarsi e di aiutare gli altri a migliorare, che ci abbia fatto incontrare. La mia curiosità riguardo l’aspetto mentale della prestazione sportiva è di vecchia data ma, fino ad ora, alimentata solamente da letture, più o meno azzeccate e più o meno comprese.
Dal nostro primo incontro e successivamente in misura sempre maggiore, grazie alla tua competenza e alla tua energia comunicativa, mi sono reso conto, di quanto poco ed in maniera puramente intuitiva io conosca dei meccanismi di funzionamento della mente e di come siano importanti e condizionino le nostre attività.

“Vedo” aprirsi tante porte e nuove strade molto promettenti di una mia crescita non soltanto professionale. Questo sicuramente sia per il fascino e la credibilità del contenuto, ma soprattutto per la professionalità, equilibrio, e capacità di trasmettere in maniera avvincente il messaggio. La “pecca” piu’ grande e’ che il tempo non e’ mai abbastanza per soddisfare tutte le domande che” nascono” ad ogni incontro. Spero di poter investire molto più tempo, lavorativo, in nostri futuri incontri con programmazione e continuità!

Con stima

Alessandro Ghini

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Andrea Sgorlon
(ex Allenatore Overmach Rugby Parma Super Ten attuale Allenatore squadra Nazionale Italiana Under 20)

Caro Roberto,
ti scrivo per comunicarti le sensazioni che abbiamo durante gli incontri che abbiamo svolto insieme. La prima cosa che sento è di essere salito sul treno giusto!
Vorrei arrivare subito a destinazione però devo rispettare le “fermate” che tu programmi e che anch’io considero necessarie .
Il clima amichevole che hai costruito durante le lezioni è molto positivo e divertente, infatti il tempo vola nonostante vengano trattati argomenti che letti nei libri risulterebbero molto pesanti!
L’esposizione è chiara e confortata/supportata da numerosi esempi “ad hoc”. Il metodo di lavoro proposto è molto utile ed efficace anche se non sempre riesco a metterlo in pratica, devo allenarmi di più !!

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Luca Tamani
(Tenore Lirico Professionista)

Caro Roberto,
felice di quanto successo in una delle ultime coaching ti invio questo feedback a testimonianza di quello che ha rappresentato per me.
L’incredibile Mercoledì.
Devi sapere che ho scoperto che incredibile non sempre significa impossibile. La cosa non è da poco specie quando si tratta del Mio Canto. Dopo una intensa giornata di studio, senza badare alla data di scadenza, ho pensato bene di intossicarmi con un formaggio prima di coricarmi. La notte che è seguita non ha avuto granchè da ricordare ma quanto invece sono stato male nei giorni seguenti, credo durerà in testa alla mia classifica dei peggiori momenti molto a lungo.
Il momento del risveglio con nausea e rapida corsa in bagno mi ha messo subito davanti alla impossibilità di incontrarmi con te per la coaching fissata poche ore dopo - non potevo così aggiungere esercizi ed esperienze al bellissimo percorso iniziato - malumore in arrivo.

Al telefono per vedere se e quando spostarla decidiamo invece (non senza ritrosia mia, ammetto) di sviluppare il lavoro telefonicamente. L’ ottica in cui sto lavorando è indubbiamente professionale, e un Tenore professionista normalmente dà forfait solo se realmente sta MALE.
IO NO.

Come se avessi la mia più importante audizione o partecipazione ad un concerto, mi sono concentrato, mi sono visualizzato in teatro - con tanto di pubblico - e facendo un inventario delle mie forze sento di averne solo per un breve riscaldamento con i soliti vocalizzi.
L’idea non mi appaga e ascolto una pazza idea che avanza rapidissima:
Pochissimo riscaldamento ( purchè molto efficace) per avere forze per cantare un’ aria mediamente impegnativa.
Mi ci butto con tutto il bagaglio di strumenti arrivati con e dopo te e con tuta la procedura che avevamo concordato. Mi diverto a scaldarmi con nuovi e creativi esercizi, che mi tengono l’attenzione a mille e scopro di non aver ancora rotto un suono dopo dieci minuti: Sono caldo!

Un ultimo raccoglimento prima dell’aria. Visualizzo il portabiti con dentro il mio frac. Mi svesto e me lo infilo… un’aggiustata al papillon e via… in bocca al pubblico. I miei movimenti sono sicuri, lo sguardo proiettato sulla lista delle arie da cantare. Voglio cantare la più bella. Non conta se finisce con un lungo Do di petto, conta solo il divertimento!

…ancora adesso che sono trascorsi 10 giorni - la cui cronaca è quella dello smaltimento di una ”normale” intossicazione alimentare con febbri a 39,3 per giorni - non so DIRE come ma quel Do che ho cantato mi risuona come una tromba di vittoria nella mente. La cosa strana è che le febbri e tutto il resto sono iniziate solo dopo un’ oretta circa dal canto. Forse potrà sembrare incredibile ma IO SO che è possibile. Poche carte e certo non tra le migliori, ma giocate al meglio.Tutto qua.
Da allora una sicurezza in più fa parte di me e mi serve come appoggio per avere altri risultati di qualità - Una volta in più di fronte alle mie possibilità in modo inequivocabile.

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L’ARENA DI VERONA - SPORT LUNEDI’ 11/01/06 

Testo dell’articolo:

Il Francese è tornato a sfornare una serie di aces

C’è Granvorka al servizio.
Ed è silenzio al palasport

“Lo avverto. E’ una grande emozione quando poi spesso, i tifosi fanno oooh”

“La Mami Lanza è in continua crescita. Ora tutto dipende soprattutto da noi

di Renzo Puliero

Granvorka, è tornato ad esprimersi ad alto livello.

«C’è ancora da crescere, da migliorare. Sono molto contento di come sono andato in battuta, muro e ricezione, ma devo ritrovare un po’ di fiducia in attacco, ritmo, tecnica, visione e accordo con il palleggiatore. Dall’inizio della stagione, è solo da pochi giorni che ho potuto lavorare con Nuti».

Con Gato opposto, può essere chiamato più spesso a giocare su palla alta.

«Molto probabilmente. Per adesso, non vedo grossi squilibri. Non sono mai stato abituato, in carriera, ad attaccare da posto 2. La squadra deve avere un po’ di pazienza perché devo scoprire cose nuove, sulle quali mai mi ero posto problemi. Sono molto contento di dover studiare e imparare, ma dal punto di vista dell’efficienza, manca ancora un po’».

Quando lei va al servizio, sul PalaOlimpia cala il silenzio: tutti si attendono l’ace.

«L’ho “sentito” questo… silenzio. E’ una cosa molto bella per me ed è una grande emozione quando, dopo la mia battuta, sento il pubblico fare “oooh”. Vedo che piace al pubblico quello che faccio».

Contro Cagliari, ha servito aces in momenti delicati della partita.

«Ho contribuito alla rimonta del primo set ed a concludere il secondo ed il quarto».

Quando va alla battuta, segue qualche rito?

«No, nessun rito. Sicuramente, sono molto concentrato. Fa parte del lavoro che stiamo sviluppando con il coach motivazionale Roberto Merli».

In cosa consiste?

«C’è tutta una sequenza di visualizzazione dei movimenti che sto per fare. Nonostante il palazzetto sia pieno , devo trovarmi quasi solo per avere la concentrazione massima».

Quando va al servizio, sembra stia andando alla … guerra.

«Davvero? Bene, bene, perchè in questa visualizzazione debbo essere aggressivo al massimo. Se andassi a battere come a comprare il latte, non funzionerebbe. Collegati al movimenti, ci sono anche le emozioni e queste, probabilmente, si “vedono” attraverso la mia faccia».

Al momento della battuta, sa bene dove manderà la palla? Decide all’ultímo momento? Come attua la sua decisione ?

Dipende dalle situazioni. Nella maggior parte dei casi, la decisione si prende in base a quanto studiato con gli allenatori. Può esserci una zona preferenziale oppure si sceglie in base a come sta svolgendosi la partita. Posso cercare la zona dove c’è il ricevitore più debole, ma a volte accade che il ricevitore più forte si sposti in aiuto e, allora, si aprono per me altre zone. Io sono concentrato nel visualizzare quello che devo fare: il lancio, il salto più esplosivo possibile, la traiettoria della palla. E poi, con Merli, lavoriamo con sottomodalità». 

Ad esempio ? 

«Presentarsi il campo come voglio io. Anche il fatto del pubblico in silenzio, appoggia la mia visualizzazione. Poi mi focalizzo dove mi piace che la palla vada e su tutto il flusso della traiettoria. Nel film “Il golfista”, tutto questo si vede ed è ben trasmesso allo spettatore. Da quando lavoro con Merli, c’è stata questa grande svolta ed ho ritrovato la battuta che mi aveva fatto conoscere al pubblico italiano quando ero a Parma con la Maxícono ed ho capito molto meglio quanto debba fare».

L’ace, insomma, non nasce per caso o solo per qualità tecniche.

«Alle spalle, c’è un lavoro quotidiano. Non c’è solo il tocco. C’è tutto questo lavoro di visualizzazione, sperimentato con successo nel basket americano, che appoggia il lavoro svolto in palestra».

Ha avuto buone percentuali anche in ricezione.

«Non sono ancora quelle da ricevitore puro ma la percentuale è molto buona ».

Ed a muro?

«Sono contento perché, oltre ai due muri punto, vi sono stati diversi muri positivi e abbiamo provocato l’errore degli avversari».

E’ una Marmi Lanza in crescita?

«Adesso, dipende veramente tutto da noi, non dagli avversari. Abbiamo tutte le carte in mano per fare bene. Siamo pronti a lavorare, ne abbiamo voglia e cercheremo di sfruttare le armi a disposizione. Spero di dimostrare che possiamo fare tanti danni agli avversari».

A Piacenza e Macerata,sarà ben più dura rispetto alla gara con Cagliari.

«Sicuramente, viene richiesto un livello ben più alto. Vedremo come si presenterà Piacenza: non fosse al meglio, come domenica scorsa, potremmo sfruttare l’occasione. E troveremo una Macerata nel pieno della Coppa Europea e col pensiero alla Coppa Italia. Non abbiamo da temere alcuno e andare in campo contro chiunque per raccogliere più punti possibile. Noi continuiamo a crescere: adesso sono gli altri a dover dimostrare di essere più bravi».

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Articolo Gazzetta dello Sport del 19/01/2006

Testo Articolo:

Una battuta in testa

Verona strega l’ace
Un motivatore aiuta a cercare il servizio vincente

Merli, allenatore mentale, ha fatto raddoppiare gli ace di Granvorka e Howard

Il francese: <<Riguardo i miei colpi migliori, le emozioni mi fanno migliorare>>

Provate a guardare Frantz Granvorka o Daniel Howard quando sono in zona di battuta, un attimo prima della rincorsa. Hanno lo sguardo perso, sembra che stiano pensando chissà a che cosa. 
La loro espressione è una specie di allibita aggressività. In realtà in quel momento vedono la traiettoria della battuta che stanno per effettuare. Magari potrebbe sembrare più corretto dire immaginano, o forse sognano l’ace. 
In realtà: <<Vedono illuminata la zona del campo in cui vogliono indirizzare il servizio e il pallone diventa come una stella cometa che deve cadere esattamente nel punto prefissato>>. La spiegazione è di Roberto Merli, l’uomo che ha insegnato questa particolare tecnica di concentrazione a Granvorka e Howard e che aiuta allo stesso modo, prevalentemente su altri fondamentali, anche Nuti, Semenzato e Sorcinelli. 

Roberto Merli è il motivatore della Marmi Lanza Verona. Semplificando si può dire che è l’allenatore mentale. <<Come esiste il coach che dà indicazioni di tecnica e tattica - spiega lui - come c’è un preparatore che ti mette nelle condizioni fisiche ottimali, io mi occupo di individuare gli obiettivi di ciascun giocatore, di usare le emozioni come motore per migliorare la prestazione, di gestire lo stress, ansie ed errori>>. 
Insomma una figura innovativa, per molti versi limite nello sport di oggi. 
Basterà dire che Verona considera facoltativa l’intenzione di avvalersi di Merli ed è questa la ragione per cui solo 5 giocatori ricorrono ai suoi consigli. Gli altri ne fanno a meno. Ci sono però alcuni dati che potrebbero far riflettere. E che non sono opinabili. 
Il primo a rivolgersi a Merli è stato Granvorka che lo ha avuto come secondo a Parma. Va infatti spiegato che Roberto è anche tecnico di volley, cresciuto nelle palestre dell’Istituto Melloni di Parma, dove sua padre era custode e dove lui si allenava col Santàl. E’ anche arrivato a giocare con Lanfranco, Negri e Kim Ho CHul: faceva parte dell’organico della squadra in qualità di terzo alzatore nel biennio 81-83. Poi per anni ha allenato tra B e C. 
Le teorie d programmazione neuro linguistica e le tecniche di motivazione, insomma, le applica a un mondo che conosce bene. 

Granvorka si è rivolto a lui quando si è reso conto di non essere più il Monsieur Ace d’un tempo. <<Cambiando ruolo da centrale a schiacciatore - racconta - ho perso molti automatismi, ho investito tutte le energie nelle cose che dovevo modificare e ho perso incisività nel servizio.>> 
Il lavoro con Merli per Frantz è cominciato nella scorsa stagione, dopo la 19a giornata: fino a quel momento aveva ottenuto 12 ace. 
Da lì in poi, nelle successive 11 gare tra regular season e playoff, ne ha sparati 31. 
La cosa ha fatto riflettere prima di tutti Howard che è andato a sua volta da Merli. 
E siccome anche l’australiano aveva giocato ottimi playoff, Bruno Bagnoli ha voluto capirci qualcosa di più. Così Merli è stato inserito in organico. E Howard che l’hanno scorso ha tirato 16 ace in 31 gare, quest’anno, dopo 15 turni, ne ha già 18. 

Diventa difficile non vederci un nesso causa-effetto. 

Come esempio, Merli descrive la battuta di Granvorka. <<Lavoriamo per dargli tranquillità nella fase di avvicinamento alla zona di servizio e aumentare l’aggressività nell’attimo in cui innesca la rincorsa, cancellando tutti quelli che possono essere fattori di disturbo, come il pubblico>>. 

Granvorka conferma che attorno a lui, nel momento della battuta, non c’è nessuno. 
Rimangono solo le emozioni. Proprio così: << A casa, come preparazione alla gara - spiega il francese - visualizzo i miei colpi migliori, certi ace che ho fatto l’hanno scorso nei playoff o all’ultimo Mondiale. Li rivedo mille volte, ne rivivo le emozioni, attraverso le quali arrivo ad avere una percezione quasi fisica della sequenza dei movimenti che così diventa automatica. >> 
In questo modo i video tecnici assumono una valenza ai più sconosciuta. Granvorka se li porta a casa, guarda dove si è piaciuto di più, impara la parte. E in campo replica il film. Che sempre più spesso ha un lieto fine per lui. E diventa dell’orrore per gli avversari.

Mario Salvini

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La Gazzetta Dello Sport - 21 aprile 2006

“La BreBanca ha ingaggiato Roberto Merli, in questo campionato già al lavoro con alcuni giocatori della Marmi Lanza Verona. Da alcune settimane Merli sta lavorando in particolare con Giba, Wijsmans e Cozzi.” 

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L’Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Lunedì 24 Aprile 2006 sport Pagina 36:

Bagnoli dà un bel voto in pagella
E sottolinea il buon lavoro svolto dalla panchina e dagli staff tecnico e medico

di Renzo Puliero

A conclusione della bellissima stagione della armi Lanza, ecco i giudizi di mister Bruno Bagnoli sui suoi giocatori.
I registi.
NUTI. «Ha gestito bene la squadra, benissimo quando tutti gli effettivi erano a disposizione, chiaramente con qualche difficoltà quando abbiamo dovuto fare i conti con assenze importanti o continui cambi di formazione. Si è migliorato soprattutto al servizio e questo è un dato significativo».
PES. «Un grande. Il nostro filosofo è stato bravissimo all’inizio nelle situazioni di gioco ed alla fine con la pazienza nel lavoro analitico di palestra. Va ricordato, soprattutto, per la sua prova contro Modena in casa nostra, quando ha tenuto il campo per cinque set da professionista scafato, nonostante quotidianamente arrivi in palestra dopo avere lavorato, con merito, le sue otto ore».
I liberi.
SORCINELLI. «Ottima stagione, nella quale ha dimostrato di essersi stabilizzato dal punto di vista emotivo. Otti mo in ricezione, con margini di crescita, legati alla qualità dell’allenamento, in difesa».
RIGATELLI. «Giocatore molto importante, dal punto di vista del gruppo, ma anche dal punto di vista tecnico vista la sua disponibilità. Nel momento del bisogno, ha saputo fare valere la sua esperienza, destreggiandosi molto bene come libero a Santa Croce».
Gli schiacciatori
MORO. «Caricato di eccessiva responsabilità per gli infortuni ai compagni ha faticato a dimostrare il suo potenziale. Dopo aver risolto brillantemente un infortunio poco simpatico è stato protagonista nella vittoria più importante in chiave play off a Vibo».
GATO. «Un’altra stagione importante per lui. Dopo aver risolto il problema alla spalla, è andato in crescendo, dimostrando che può essere anche un opposto di alto livello. Sicuramente, l’anima della squadra».
GRANVORKA. «Grande assente nel girone di andata per un infortunio legato all’attività estiva con la sua nazionale, si è ripreso progressivamente arrivando a disputare, dopo un buon girone di ritorno, un quarto di finale contro la Sisley veramente importante».
BERNARDI. «Il giocatore ideale per risolvere le problematiche che si erano sviluppate nel corso del girone di andata, sia dal punto di vista tecnico che psicologico. Un unico rammarico legato all’infortunio patito nel finale di stagione che ci ha privato di un possibile 6° posto».
BARTMAN. «Ragazzo di sicuro avvenire, dal fuoco vivo, sempre pronto a dare il massimo. Con qualche progresso in ricezione, potrà tenere velocemente il campo in serie A».
I centrali
HOWARD. «Un’altra stagione in crescendo per un giocatore sensazionale. Si è migliorato in battuta ed ha dimostrato di potere tenere il campo alla grande anche come opposto».
SEMENZATO. «Ha disputato complessivamente, una buona stagione migliorando in attacco e dal punto di vista psicologico; da ritrovare al massimo dell’efficienza in battuta».
HERNANDEZ. «Dopo una lenta partenza nel mese di agosto, giorno dopo giorno è cresciuto, arrivando in grande forma a fine campionato; ha dato un suo contributo decisivo in momenti difficili come la trasferta di Vibo, ma alla fine purtroppo è stato indisponibile ai play off».
Lo staff tecnico.
TOTOLO (vice allenatore). «E’ stato un aiuto importante poichè, oltre al discorso video e statistiche nel quale ha avuto un impegno straordinario, si è sempre fatto in quattro per aiutare il buon andamento delle cose».
MERLI (coach motivazionale). «Una figura nuova all’interno del nostro gruppo, che ha portato innovazioni molto interessanti per il miglioramento della prestazione, per superare velocemente i momenti di difficoltà ed esaltare i nostri pregi».
DE LELLIS (preparatore atletico). «Ha messo la sua grande conoscenza a disposizione dei ragazzi, che lo hanno seguito con scrupolo, beneficiandone dal punto di vista fisico. Di grande aiuto anche per lo staff medico nella risoluzione delle problematiche fisiche più spinose».
Lo staff medico.
«Composto dai dottori Alberto Momoli e Gianluca Castellarin, dal fisioterapista Andrea Fiorio, dal massaggiatore Michele Tommasini e dall’osteopata Gianluca Fiorio, è stato sottoposto ad un “tour de force” continuativo, di proporzioni immani. Ha risposto positivamente ed ha saputo sfruttare tutte le migliori consulenze specialistiche facendo alla fine quadrare il cerchio».
Il tuttofare.

TAMANINI (un aiuto per tutti). «Da ultimo non per importanza, ma per rispetto, con la sua disponibilità ed umanità è stato sempre un punto di riferimento per tutti». 

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L’Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Lunedì 24 Aprile 2006 sport Pagina 36

Verona ha aperto la strada, altri la stanno seguendo. Quella dell’introduzione del coach motivazionale.

Verona ha aperto la strada, altri la stanno seguendo. Quella dell’introduzione del coach motivazionale all’interno dello staff tecnico era stata, l’estate scorsa, una scelta precisa di Bruno Bagnoli, avallata dalla società. Ora Roberto Merli, che ha seguito, nel corso della stagione, Semenzato, Sorcinelli, Nuti, Howard e Granvorka, è stato chiamato a Cuneo, dove sta lavorando con Wijsmans, Giba e Cozzi. L’impegno di Merli a Cuneo è, per ora, limitato al periodo dei play off, ma da parte della BreBanca c’è un interesse anche per la prossima stagione.
Roberto Merli riferisce: «A Verona, mi sono trovato in modo splendido con i ragazzi. La piazza è altrettanto splendida, il pubblico veramente eccezionale e costituisce un valore aggiunto di cui bisogna tenere conto. Per me, è stata un’annata superpositiva, ma per ora non si è parlato di proseguire la collaborazione. Il tipo di lavoro che svolgo io, comunque, comincia ad avere riconoscimenti importanti e, probabilmente, Verona ha fatto da apripista ad un discorso che potrà essere molto importante in futuro».
Già nel corso nella stagione, i cinque gi alloblù seguiti da Merli hanno espresso soddisfazione per il lavoro svolto e per i benefici ricevuti. Merli rileva: «Credo che Granvorka, quando è tornato, abbia fatto bene. Il campionato di Howard è stato altrettanto sopra la sua media passata. Sorcinelli veniva da una situazione molto, molto difficile veificatasi nella stagione scorsa ed ha disputato uno splendido campionato. Semenzato ha, sicuramente, fatto meglio dell’anno precedente: lui deve fare ancora alcune cose, ma ha dato risultati importanti. Nuti ha bisogno di sviluppare ancora alcune situazioni perchè è giocatore che paga il fatto di essere arrivato tardi alla A1. Penso di essere obiettivo, esprimendo questo mio pensiero. Se devo fare un mio bilancio a Verona, dico che è stato estremamente positivo». (r.p.) 

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