Ciao a tutti,

mi è capitato spesso di dover rispondere ad una domanda ricorrente del tipo:

“Ma l’allenamento mentale è una qualità che si acquisisce e dura in eterno?”

Se analizziamo il termine stesso, ci rendiamo conto che i riferimenti principali sono due, il primo è ovviamente Mental che individua il fatto che tutte le procedure attivate in un lavoro di coaching attivano ed intervengon sui processi mentali della prestazione sportiva. Parliamo di procedure per una corretta attivazione, per una gestione produttiva del proprio stato d’animo, per una risposta veloce alle rischieste situazionali che il contesto richiede.

Ma poi dimentichiamo spesso il secondo termine “Training”, con il quale intendiamo il fatto che tale componente, quella mentale appunto, debba essere allenata esattamente come alleniamo i muscoli e i nostri apparati di produzione dell’energia.

Se risulta evidente che per saltare, correre, recuperare gli sforzi, eseguire al meglio un gesto tecnico, sia necessario eseguire importanti sedute di allenamento con innumerevoli ripetizioni, non è altrettanto chiaro che il medesimo meccanismo valga per la parte mentale della performance.

Nel mio lavoro di coaching mi sono spesso imbattuto in situazioni nelle quali gli atleti eseguono il lavoro assegnato, migliorano le proprie prestazioni e poi … nel momento in cui le cose cambiamo in meglio …. magicamente smettono di fare tutto quello che ha consentito tale miglioramento. :(

E’ come se improvvisamente si pensasse che a quel punto il processo è acquisito e non ha più bisogno di nulla.

Questo è un errore grossolano !!!

Si parla di Mental training proprio per identificare le due componenti che devono continuamente essere allenate.

Nel prossimo post parleremo di esempi applicativi del mental training.

A presto.

Roberto Merli.