Sara Gatti - Applicazione dello Sport Coaching alla pallavolo.
Ciao a tutti,
come promesso ecco come ho utilizzato il Coaching per allenare la mente a produrre risposte in tempo breve e per anticipare, il più possibile, le situazioni di gioco che stanno per presentarsi nella pallavolo.
Con un’atleta di serie B1, che gioca nel ruolo di Centrale, abbiamo lavorato sulla capacità di selezionare le informazioni per essere più rapida e poter il più possibile anticipare gli spostamenti a muro sulla rete.
Prima di descrivere il lavoro che abbiamo fatto, occorre precisare che questa atleta ha una grande padronanza del gesto tecnico e quindi le limitazioni allo spostamento non erano imputabili ad una cattiva esecuzione del gesto ma ad una lentezza nella lettura delle informazioni che provenivano dal campo avversario.
L’obiettivo dell’atleta, sul quale voleva lavorare, era quello di arrivare più velocemente possibile a murare l’attacco avversario partendo da una posizione centrale di lettura.
Il lavoro che abbiamo fatto nella prima Coaching è stato quello di descrivere tutto quello che l’atleta poteva osservare nel campo avversario da quando la palla (battuta dalla compagna) raggiungeva il campo avversario fino a quando veniva attaccata da una delle avversarie. Facendo descrivere all’atleta ogni particolare di quello che succede, il Coach si rende conto e rende consapevole l’atleta, dei dettagli su cui si focalizza maggiormente e su quelli che tralascia. Questo è il primo passo per stilare una lista di quello che succede, per poi cercare di capire, tra tutte le cose che succedono, quali sono importanti per il nostro obiettivo. Nella seconda Coaching abbiamo lavorato sul selezionare le informazioni più utili e sul descrivere le diverse sottosituazioni. Per esempio tra le informazioni utili abbiamo selezionato il movimento del palleggiatore, la traiettoria del pallone, le rincorse degli attaccanti, ecc e di queste situazioni abbiamo descritto le diverse modalità in cui queste situazioni possono svilupparsi. In questo modo l’atleta riconosce dei set di azioni che possono accadere e comincia a visualizzare uno zoom sempre più dettagliato di ogni gesto che ha precedentemente selezionato. In questa fase l’allenamento mentale è stato quello di rivivere tutte le forme in cui le informazioni selezionate si possono manifestare.
Nella terza Coaching ho chiesto all’atleta di creare una sequenza di informazioni importanti da osservare per valutare più velocemente la situazione e capire dove la palla verrà giocata. In questa fase l’atleta crea una procedura per passare da un focus ampio ad un focus sempre più ristretto per estrapolare le informazioni utili sempre nello stesso modo e sempre nella stessa sequenza. Per consolidare questa routine occorre visualizzare mentalmente tutte le situazioni che si possono presentare e processarle mentalmente sempre seguendo la stessa routine. L’allenamento mentale poi può essere trasformato in allenamento reale ogni volta che, durante l’allenamento in palestra, si presenta l’occasione per mettere in pratica la routine di lettura.
Quello che, in sintesi abbiamo ottenuto con questo lavoro, è stato di prendere coscienza e renderci conto di quali fossero le informazioni chiave per la lettura e diventare abili e veloci ad estrapolare queste informazioni in mezzo ad altre meno rilevanti. L’allenamento mentale anticipa e ripropone molte volte le situazioni che si possono verificare per preparare il corpo a rispondere in maniera appropriata, in quanto riconosce già la situazione e reagisce più velocemente, anche anticipano le azioni che si verificheranno.
L’esito finale è stato quello di migliorare sensibilmente il tempo di reazione, ridurre al minimo gli errori di lettura e aumentare conseguentemente il numero di muri per gara.
Sara Gatti
Sport Coaching 2008
settembre 30, 2009
Posted in: Sport Coaching - Team








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