Proseguiamo con la seconda parte dell’articolo.
Tutto questo era solo per chiarire la situazione che si vive nelle maggior parte delle società italiane che pensano che la preparazione mentale serva solo a risolvere problemi e non ad aumentare le possibilità del gruppo e del singolo o che non sia di utilità pratica e giornaliera.
La grande novità della PNL è proprio questa l’immediato riscontro giornaliero pratico nel migliorare lo stato d’animo e le prestazioni di chi ne fa uso.
Se non si crede di vincere , non è importante quanto impegno si metta, i risultati saranno scarsi, mentre se si ha fiducia nei propri mezzi e in quelli della propria squadra e nella capacità di ottenere un risultato positivo abbiamo già fatto buona parte del cammino per raggiungerlo.

Immaginate un rugbista di 2 metri per 130 kg che si trovi come unico ostacolo fra sé e la meta un bambino di 5 anni, sicuramente sarà in grado di segnare la metà perché è più forte fisicamente ma soprattutto perché è convinto di superare l’ostacolo e l’idea di riuscire sarà l’unica nella sua mente.
Certamente l’esempio è volutamente provocatorio ma quante volte ci mettiamo dei limiti che non ci sono e magari di fronte ad una difficoltà , ancora prima di scendere in campo, sembriamo noi il bambino di 5 anni sovrastato da tutte le possibili difficoltà che ci auto-creiamo ,anche se siamo preparati fisicamente e tatticamente, come se mentre guidiamo in galleria pensassimo al peso della montagna sopra di noi e non alla fine del tunnel pochi metri e pochi secondi davanti a noi e facilmente raggiungibile.
Molto spesso anche grandi campioni non credono fino in fondo nei propri mezzi e si fanno sconfiggere da avversari meno preparati ma in “stato di grazia” che riescono a usare al 100% tutte le proprie risorse anche se minori in partenza.
Con la PNL un atleta riesce a prendere coscienza delle proprie capacità e possibilità e ad essere il meglio di sé.
Un altro elemento fondamentale negli sport di contatto e combattimento è saper percepire ,giudicare e decidere cosa fare in rapporto alla situazione degli avversari e dei compagni. Il giocatore scannerizza la situazione e decide cosa in rapporto a quello che lui decide essere il punto più vantaggioso per lui in quel momento.
Come possiamo allenare soprattutto in uno sport di contatto tutte queste situazioni?
Quante sono le situazioni differenti che si possono presentare in una partita?
La risposta migliore è allenandole in campo o giocandole tutte in modo da saperle riconoscerle e fornire al nostro cervello uno schedario in cui andare a ricercare in gara la risposta giusta da dare a quella situazione.
Tutto questo non sempre è possibile in quanto molto spesso non ci sono giocatori sufficienti per allenare sempre tutte le situazioni o gli avversari ci propongono situazioni che noi non possiamo prevedere o gli infortuni in uno sport di contatto sono molti e allenare sempre tutte le situazioni tattiche alzerebbe notevolmente la percentuale giocatori indisponibili in squadra.
Dunque? che fare?
Alla prossima ….
Antonello




